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Quest’anno la giuria del Talent Prize, il premio di Arti Visive promosso da Inside Art grazie al generoso sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Italia Mediterraneo e al contributo di UTOPIA e Spazio Cima, ha selezionato come vincitore Davide Monaldi con l’opera Carta da parati, un’installazione in ceramica che riproduce in modo realistico la tappezzeria di un’abitazione domestica. Un tromp l’oeil con il quale Monaldi conferisce tridimensionalità a un elemento bidimensionale, indagando le potenzialità di un materiale appartenente alla tradizione come la ceramica. La ricerca dell’artista da tempo ruota intorno alla trasposizione scultorea di oggetti del quotidiano, indagando con ironia le potenzialità della ceramica nell’arte contemporanea. Carta da parati mette inoltre in luce il contrasto tra la produzione artigianale e quella industriale, mescolando lastre realizzate a mano e altre in serie.

I FINALISTI
La giuria ha scelto anche i nomi dei nove finalisti. Davide Allieri è stato premiato per Billdor, un’installazione che trasforma in opera un display vuoto e mette lo spettatore nella condizione di completarne il significato; Marco Strappato per Untitled (Ground), una riflessione sul concetto di paesaggio contemporaneo e sulla sua fruizione, tra immagini reali e artificiali. Anche Jacopo Rinaldi ha convinto la giuria con un’installazione, Circuito chiuso. Estratti da Harald Szeemann nel suo archivio, un lavoro di indagine sul rapporto tra architettura e memoria a partire dall’archivio di Harald Szeemann in Svizzera. Luca Resta arriva in finale con l’installazione Superposition, frutto dell’azione lenta di rivestimento degli spazi architettonici sui quali applica strisce di scotch. Tra i video si sono distinti Tina di Simone Cametti, che rende omaggio alla cantante degli anni Cinquanta Tina Allieri, facendo risuonare la sua voce nelle cave di granito nero in Norvegia, lo stesso materiale di cui è fatta la sua lapide. Con un lungo video dal titolo Hotel Desterro, il tedesco Patrik Thomas ha raccontato, attraverso una narrazione non lineare, una storia che prende spunto dalle memorie coloniali condivise da Portogallo e Africa, e che viene intrecciata con la produzione artistica contemporanea dell’Africa occidentale. Si sposta in Nord America il lavoro di Alberto Sinigaglia, Cloud#Teapot, dalla serie fotografica Clouds, che si ispira all’attrazione turistica di Las Vegas diffusa negli anni ‘50 e ’60 di osservare dalle terrazze degli hotel i test delle bombe. La serie si inserisce nel progetto più ampio Microwave City. In finale anche le fotografie di Cosimo Veneziano che con il progetto The Monument in the age of Berlusconi ha mappato i monumenti costruiti o ricollocati nell’epoca berlusconiana. Le foto sono prelevate dalla rete, e portate a una bassa definizione che mette in evidenza i pixel dell’immagine. Interessante la proposta di Simona Andrioletti che, con la scultura Belvedere, ha ricreato gli arti mancanti del Torso del Belvedere (I sec. a.c.) conservato nei musei Vaticani, usando come modello Antonio Melieni, campione di Body building (opera sponsorizzata da TEBIS Technische Informationssysteme AG – Monaco di Baviera).

LA GIURIA
La selezione è stata effettuata dalla storica giuria composta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’omonima Fondazione, Ludovico Pratesi, critico d’arte e curatore, Federica Pirani, storica dell’arte contemporanea e responsabile programmazione mostre della Sovrintendenza Capitolina, Marcello Smarrelli, direttore  artistico della Fondazione Ermanno Casoli e Fondazione Pastificio Cerere, Anna d’Amelio Carbone, direttrice della Fondazione Memmo Arte Contemporanea, Rocco Guglielmo, direttore artistico del Museo Marca di Catanzaro e Guido Talarico, Editore e Direttore di Inside Art e fondatore del Talent Prize. A questi si sono aggiunti quest’anno sette nuovi nomi illustri dell’arte contemporanea: Peter Benson Miller, Direttore artistico dell’American Academy in Rome, Joachim Blüher, Direttore dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Fabio Cavallucci, Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Giovanni Giuliani, Presidente Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea, Roma, Gianluca Marziani, Direttore Artistico Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto, Charlotte Morel, Direttrice delle Arti Visive nella città di Lille, Chiara Parisi, Curatrice mostre d’arte contemporanea a Villa Medici, Roberta Tenconi, Curatrice Pirelli HangarBicocca Milano.
I PREMI SPECIALI
Si aggiungono al vincitore e ai finalisti anche i Premi Speciali, selezionati dai principali partner e sponsor del Talent Prize. Primo tra tutti la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, uno dei più dinamici e attivi poli culturali e artistici italiani. L’artista da loro selezionato è Andreco, con l’opera Between Nations, un lavoro che parte da una riflessione sul concetto di montagna, che da elemento del paesaggio, diventa limite geografico, frontiera politica, fino ad arrivare a essere campo di battaglia per guerre e migrazioni.

A questo si aggiunge per la prima volta nella storia del Talent Prize il premio speciale UTOPIA, selezionato dalla società di consulenza indipendente, leader in Italia nell’attività integrata di Relazioni istituzionali, Comunicazione, Affari legali & Lobbying. La scelta di UTOPIA è ricaduta su IOCOSE, collettivo formato da Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati e Paolo Ruffino che ha presentato al Talent Prize l’opera Drone Memorial, un monumento ai droni caduti in guerra nello svolgimento di operazioni militari. La scultura, oltre a riportare incisi i nomi dei modelli dei vari droni, è collegata a un ricevitore GPS che registra la posizione del monumento e la rende pubblica sul sito: http://dronememorial.org

Primo anno nel Talent Prize anche per Spazio Cima, vivace realtà romana che ospita nella sua splendida location di Coppedè mostre ed eventi legati alla cultura contemporanea. La gallerista Roberta Cima ha deciso di premiare Diego Miguel Mirabella con la sua opera Quello che non ti fa dormire la notte. Un lavoro che fa parte di un progetto più ampio che l’artista sta sviluppando in Marocco in collaborazione con artigiani di Zellige Marocchine. Portando la scultura su un piano bidimensionale, Mirabella, oltre a reinterpretare una delle più celebri declinazioni del mosaico, riflette sul primo momento di creazione dell’artista. Un momento fatto di suggestioni, parole appena abbozzate sulla pietra che vanno a costruire una letteratura priva di narrazione.
Inside Art, infine, ha individuato per il premio speciale della testata la serie di ritratti Untitled di Fabrizio Bellomo. L’artista copia a mano su un foglio a quadretti il codice colore di ogni pixel di una foto-segnaletica scaricata da internet. I contorni del ritratto restano visibili nonostante il sistema di segni sia cambiato. Alcuni dei ritratti proposti al Talent Prize sono dedicati a personaggi d’attualità, storici e contemporanei che hanno avuto a che fare con il mondo del codice.

Il vincitore si aggiudica anche un premio in denaro del valore di 5mila euro e insieme ai Finalisti e ai Premi speciali sarà il protagonista della collettiva al Museo Macro dal 12 al 31 dicembre. Il magazine Inside Art, in uscita nel mese di dicembre, dedicherà inoltre a tutti loro un ampio approfondimento.

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